Noè senza senso

noeOh, c’è nessuno? Perché è così buio? E questo rumore, da dove viene, che prima non volava una mosca? Invece ora sento volare, sciamare, strisciare, abbaiare, stridere, mordere, squittire, frignire. Frignire? Sì, anche frignire e la cosa non mi piace. Non so neanche perché Dio mi abbia rimandato giù. Ha detto solo animali, ma io non ne vedo.

C’è qualcosa che avanza. Mettilo in frigo. Ma no, stupido. C’è qualcosa che avanza, viene avanti, lo vedo. Striscia e zampetta, lento, frignisce. Frignisce? Sì, frignisce e fa odore di pasta frolla. Allora è un ornito-ringo. Un ornito-ringo? Sì, sì, è un mammifero biscotto di due colori, è famoso in questa zona. Sali sull’arca, ornito-ringo! Mostra la strada agli altri, così prima saliamo e prima ce ne andiamo, che io ho freddo. Ho freddo e sono vecchio, molto più di allora.

E quello cos’è? Peloso, coi baffi, la barba, marrone: è un tasso? Sì, è un tasso, anzi no, sono due. Due tassi. Uno è fermo, impalato. Oh, dissù, tasso! Dico a te! Perché stai fermo? Dev’essere un tasso fisso. L’altro si muove invece, meno male, è variabile. Ho capito perché non si muove il tasso fisso, c’è uno struzzo in mezzo alla strada che non lo fa passare. Fa ostruzionismo, si è formata la coda. Oh, ti muovi o no? Che qua facciamo notte! Guarda che è già notte, non vedi? No, non vedo. E’ buio, come faccio a vedere? Vabbè, allora te lo dico io: è notte. Allora muoviti che facciamo giorno.

Finalmente si è mosso. S’è mossa anche la coda. Scuote, fa destra e sinistra. E’ una coda di cavallo. E’ un cavallo molto piccolo, un cavillo, una specie di pony di razza molto puntigliosa. Poi c’è un asino. O è un cane? Non capisco se sia un asino o un cane. Forse è un asino d’un cane, sì è lui. Poi c’è un un boxer, anzi due, un paio di boxer. C’è un gatto delle nevi che miagola dal freddo. Ecco cos’era quel freddo, il gatto delle nevi. Oh, te, gatto delle nevi, non potevi startene a casa tua che qui battiamo i denti?

E quello lassù, cos’è? Là, su quell’albero. Dorme, dev’essere un ghiro. No, non è un ghiro, ci assomiglia e basta. Forse è un ghirigoro, uno schizzo di ghiro. Dietro di lui ce n’è un altro uguale a se stesso con i denti identici: ha una tunica bianca e un copricapo da santone, anche lui dorme come un guru.

Ehi, guarda là, quanti koala, saranno trenta o quaranta, forse di più, una coalizione. C’è anche un panda in seconda fila. Spicciati che han chiamato i vigili! Poi c’è un altro gatto. Sì, c’è un altro gatto, ma non delle nevi. Meno male, sennò stavolta gelavamo. E’ un gatto balbuziente che miagola in continuazione, soriano, pelo lungo, lunghissimo, anche se è estate. Miagola e balbetta, ma non si sente, almeno io non lo sento, tu lo senti? Prima non volava una mosca, ma adesso tutti volano, saltano, frigniscono, sciamano. Sciamano o sciàmano? Sciàmano, è il santone di prima. E poi c’è quella scimmia urlatrice che fa un casino bestia e io non sento niente, non mi arriva il miagolio del gatto, non capisco cosa mi voglia dire, magari è importante. Aspetta un attimo: forse è senza corde vocali. Sì, ho capito, è un gatto senza corde vocali: è estate, ha il pelo lungo, ma non ha le corde vocali, avrà un caldo afono. Baffi scuri, capelli castani, castano sporco, castagnaccio, testa di moro, piede di porco, zampa di elefante, macchia di leopardo, mosca al naso, occhio di bue, pelle d’oca, pelle di leone, pelle d’orso. Rana, delfino, farfalla. C’è anche il suo padrone. Oh, senti, Dio! Non avevamo detto solo animali? Allora siam daccapo. E cosa sta facendo? Ha un libro in mano! Legge al suo gatto? Se legge, io non lo sento, non sento neanche lui, forse non ha voce in capitolo. Puzza come una capra, russa come un porco, picchia come un toro, strilla come un’aquila, salta come un grillo, trema come un pulcino e va lento come una lumaca. Sì, ma non possiamo star qui ad aspettarti in eterno. E poi fatti in là che stanno arrivando le altre bestie!

C’è una mucca pazza che offende tutti. Oh, ma con chi ce l’hai? C’è una gazza. Guardala lassù, la gazza, come vola, ha due ali giganti, due aloni, tutti macchiati. Ha anche un bastone. La gazza ha un bastone? Ohi, sarà una gazza vecchia. Io conoscevo la gazza ladra, semmai. Be va bé, questa è vecchia e ladra. Peggio di così non si può. Ma no, non è un bastone, è una scopa. Non vedi che è una strega? No, non vedo, te l’ho già detto. Te lo dico io allora: è una strega. Con un cacciatore. E c’è anche il lupo, così facciamo tutta la favola. La strega sta scendendo, in picchiata come un’aquila, come una gazza, ladra, vecchia e gli dà una bastonata nella schiena. Il cacciatore se ne va, ha male, ha il colpo della strega per colpa della strega. Se ne va anche la strega, per fortuna, in bocca al lupo.

Ecco gli altri animali… Arrivano in processione, fate passare. Una zebra a pois, un asino cotto, un boa colorato, un picchio pieno di lividi, un criceto medio, una gatta morta che si fa fare il baciamano, una cagnetta, che sull’arca può sempre servire; e poi un verme solitario che non ne vuole mezza di nessuno, ma è reciproco, mi sa; e tante, ma tante oche morte. Poverette, sarà stato il freddo. Dissù te, gatto delle nevi, hai visto cos’hai combinato? Sei contento adesso?

Occhio che c’è un uomo che vuol salire sull’arca di nascosto. Sta arrivando in scooter a tutta velocità, con un tucano sulle gambe che gliele ripara dal freddo, ma allo steso tempo gliele becca in continuazione. Non si può entrare, ehi tu! Sei un clandestino? Vattene! E’ sempre lui, quello di prima, il padrone del gatto, quello afono col libro. E’ anche miope, si vede da come stringe gli occhi mentre legge. Afono e miope, le ha tutte. Un clandestino miope con dei problemi di visto. E anche pieno di tagli con tutti i becchi del tucano. Allontanati da qui, che se gli animali sentono odore di sangue, qua scoppia un casino. Buttati in acqua!

Eh, veh, quant’acqua, non me ne ero accorto! E quanti pesci! Sono una marea, neanche tanto bassa, bisognerà fare una cernia. C’è un pesce sega, con due gran occhiaie. Un pesce martello, un pesce falce e martello, un pesce pesce, il pesce alla seconda. Un finto tonno. C’è un baleno, maschio, velocissimo. E un sacco di squali. Lo squalo 1, lo squalo 2, lo squalo 3 in 3d, che arriva in tre dì, come da ricetta medica. Non voglio mica star qui tre giorni ad aspettarti io, squalo in 3d! E’ freddo e buio, ho sonno e son vecchio. C’è pure un pescatore. E’ un pescatore indeciso, non sa che pesci pigliare. Indeciso e curioso, ha una pulce nell’orecchio. E poi è anche frustrato, ha una scimmia sulla spalla. Non si può, non si può pescare, vattene via! L’ha detto Dio! Ributta tutto in acqua: pesci, pulci, scimmie. Vai via che tanto non ti facciamo entrare. Poi non vedi che c’è un’orca assassina, vuoi che ti ammazzi? Non vedi che ha un coltello? Allontanati, dai! Non vedi che c’è anche un’orca vacca, che la dà a tutti. E c’è una vacca boia che taglia la testa al toro. Scappa toro, scappa, esci dalla stalla, esci da quella porta, fai scattare la serratura, datti il tiro, toro. Ecco, ce l’ha fatta, il toro col tiro, il torotiro, il tiritiro, il tiritiri? Ti ritiri te, tara tara ta, pulì pulì pulì pu fa il tacchino.

No, non è un tacchino, è un taccuino, il tacchino che annota tutto, si vede dalle piume piene di fogli. Molto simile all’altro, il tacchino brasiliano, il tacchigno, e la sua compagna, la taccagna, che è un incrocio tra un tacchino e un cane femmina che non dà niente a nessuno, ma se glielo dici ci rimane male, è permalosa, fa l’offesa di tacchino. Sono tutti nell’aia, il tacchino, il taccuino, la taccagna, l’offesa; c’è anche una gallina vecchia che fa un brodo orrendo e cova delle uova andate a male che lancia in strada, in entrambe le direzioni, fregandosene del senso di marcio. Nell’aia c’è anche un comico che fa ridere i polli. Non si può, vattene. Non c’è più niente da ridere. Non fai ridere! Ok, me ne vado. Ciao.

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One Reply to “Noè senza senso”

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